La sua storia
Chiara e’ nata indicativamente il 5 Novembre 2024, taglia media (circa 20 kg).
Era una cucciolona di circa un anno quando lei e la sorellina sono state sottratte da una situazione molto difficile e sono entrate in rifugio.
Chiara era una creatura socievole, ma il rifugio, giorno dopo giorno, l’aveva lentamente chiusa in sé stessa, fino a farle guardare il mondo con timore e diffidenza.
Quando arrivò una richiesta di adozione, chi la conosceva sapeva che non sarebbe bastato aprirle la porta di una casa per cambiarle la vita.
Chiara aveva bisogno di qualcuno disposto a percorrere quel cammino insieme a lei, con pazienza e sensibilità, rispettando i suoi tempi e senza pretendere risultati immediati.
Aveva bisogno di una persona che le mostrasse, un passo alla volta, che il mondo poteva tornare a essere un luogo sicuro; qualcuno che trasformasse ogni passeggiata in una piccola conquista, che la accompagnasse a fare nuove esperienze, a conoscere luoghi, persone e situazioni diverse, aiutandola lentamente a ritrovare quella fiducia che il rifugio le aveva portato via.
Per questo le volontarie avevano dato indicazioni molto precise.
Le uscite dovevano essere costanti, perché per un cane come Chiara ogni passeggiata rappresentava un tassello fondamentale del suo percorso.
Era stata raccomandata una pettorina antifuga, indispensabile per garantire la sua sicurezza e permetterle di affrontare il mondo con maggiore serenità.
Ogni consiglio aveva un motivo preciso: con cani così fragili anche il dettaglio più piccolo può fare una grande differenza.
Con il tempo, però, le passeggiate diventarono sempre più discontinue.
Si alternavano a lunghi periodi in cui Chiara non usciva affatto e, al posto della pettorina antifuga, veniva utilizzato il collare.
Le indicazioni c’erano, erano state condivise con attenzione, ma seguirle avrebbe richiesto di cambiare abitudini e di mettere davvero al centro i bisogni di Chiara.
Poi è tornata dietro quella rete.
È rientrata in rifugio con delle escoriazioni ai gomiti, con lo sguardo ancora più impaurito e con nuove ferite che non erano soltanto quelle visibili. Era uscita da quel cancello con la speranza di aver trovato finalmente una famiglia, ed è tornata portandosi addosso altre paure, come se il coraggio che aveva trovato per ricominciare si fosse incrinato ancora una volta.
Forse ci si aspettava un cane che si adattasse subito, che restasse tranquillo in un angolo e imparasse da solo a vivere una nuova vita. Ma Chiara non era quel cane.
Chiara aveva bisogno di essere capita prima ancora che gestita. Aveva bisogno di tempo, di costanza e di qualcuno disposto a camminare davvero al suo fianco, senza avere fretta di vedere il traguardo.
Per questo oggi Chiara non cerca semplicemente una famiglia: cerca un’adozione speciale. Cerca una persona capace di guardare oltre le sue paure e di vedere la cagnolina meravigliosa che c’è dietro quello sguardo timido. Qualcuno che abbia voglia di coinvolgerla nella propria quotidianità, di portarla a fare passeggiate, vivere esperienze, scoprire luoghi nuovi e costruire, giorno dopo giorno, quella fiducia che nessuno può pretendere, ma che può nascere solo dall’amore e dalla pazienza.
Perché Chiara non ha bisogno di essere salvata una seconda volta. Ha bisogno di qualcuno che le insegni, con dolcezza, che il mondo può tornare a essere un posto bello in cui vivere e che, questa volta, non dovrà più avere paura di ricominciare.
Chiara va d'accordo con tutti: cani, gatti, bambini. È vaccinata, microchipppata, sterilizzata e negativa al test della leishmania: si trova in provincia di Caserta e raggiunge tutto il centro e nord tramite staffetta autorizzata e previo iter conoscitivo con l'adottante.
Volontaria di riferimento: Stefania Mazzella, Cuore di Cane Odv,
Era una cucciolona di circa un anno quando lei e la sorellina sono state sottratte da una situazione molto difficile e sono entrate in rifugio.
Chiara era una creatura socievole, ma il rifugio, giorno dopo giorno, l’aveva lentamente chiusa in sé stessa, fino a farle guardare il mondo con timore e diffidenza.
Quando arrivò una richiesta di adozione, chi la conosceva sapeva che non sarebbe bastato aprirle la porta di una casa per cambiarle la vita.
Chiara aveva bisogno di qualcuno disposto a percorrere quel cammino insieme a lei, con pazienza e sensibilità, rispettando i suoi tempi e senza pretendere risultati immediati.
Aveva bisogno di una persona che le mostrasse, un passo alla volta, che il mondo poteva tornare a essere un luogo sicuro; qualcuno che trasformasse ogni passeggiata in una piccola conquista, che la accompagnasse a fare nuove esperienze, a conoscere luoghi, persone e situazioni diverse, aiutandola lentamente a ritrovare quella fiducia che il rifugio le aveva portato via.
Per questo le volontarie avevano dato indicazioni molto precise.
Le uscite dovevano essere costanti, perché per un cane come Chiara ogni passeggiata rappresentava un tassello fondamentale del suo percorso.
Era stata raccomandata una pettorina antifuga, indispensabile per garantire la sua sicurezza e permetterle di affrontare il mondo con maggiore serenità.
Ogni consiglio aveva un motivo preciso: con cani così fragili anche il dettaglio più piccolo può fare una grande differenza.
Con il tempo, però, le passeggiate diventarono sempre più discontinue.
Si alternavano a lunghi periodi in cui Chiara non usciva affatto e, al posto della pettorina antifuga, veniva utilizzato il collare.
Le indicazioni c’erano, erano state condivise con attenzione, ma seguirle avrebbe richiesto di cambiare abitudini e di mettere davvero al centro i bisogni di Chiara.
Poi è tornata dietro quella rete.
È rientrata in rifugio con delle escoriazioni ai gomiti, con lo sguardo ancora più impaurito e con nuove ferite che non erano soltanto quelle visibili. Era uscita da quel cancello con la speranza di aver trovato finalmente una famiglia, ed è tornata portandosi addosso altre paure, come se il coraggio che aveva trovato per ricominciare si fosse incrinato ancora una volta.
Forse ci si aspettava un cane che si adattasse subito, che restasse tranquillo in un angolo e imparasse da solo a vivere una nuova vita. Ma Chiara non era quel cane.
Chiara aveva bisogno di essere capita prima ancora che gestita. Aveva bisogno di tempo, di costanza e di qualcuno disposto a camminare davvero al suo fianco, senza avere fretta di vedere il traguardo.
Per questo oggi Chiara non cerca semplicemente una famiglia: cerca un’adozione speciale. Cerca una persona capace di guardare oltre le sue paure e di vedere la cagnolina meravigliosa che c’è dietro quello sguardo timido. Qualcuno che abbia voglia di coinvolgerla nella propria quotidianità, di portarla a fare passeggiate, vivere esperienze, scoprire luoghi nuovi e costruire, giorno dopo giorno, quella fiducia che nessuno può pretendere, ma che può nascere solo dall’amore e dalla pazienza.
Perché Chiara non ha bisogno di essere salvata una seconda volta. Ha bisogno di qualcuno che le insegni, con dolcezza, che il mondo può tornare a essere un posto bello in cui vivere e che, questa volta, non dovrà più avere paura di ricominciare.
Chiara va d'accordo con tutti: cani, gatti, bambini. È vaccinata, microchipppata, sterilizzata e negativa al test della leishmania: si trova in provincia di Caserta e raggiunge tutto il centro e nord tramite staffetta autorizzata e previo iter conoscitivo con l'adottante.
Volontaria di riferimento: Stefania Mazzella, Cuore di Cane Odv,